
Oltre i 5000 m: come prepararsi
L'acclimatazione conta più della forma fisica. Cosa funziona in quota e cosa è un mito.
L'errore principale di chi parte per la prima volta è allenare le gambe invece di acclimatarsi. Oltre i cinquemila metri non decide la forma fisica, ma se l'organismo ha fatto in tempo ad adattarsi. La kora la percorrono persone senza esperienza sportiva, mentre a cedere sono di solito i più allenati: camminano più in fretta di quanto l'aria consenta.
Come è costruito il guadagno di quota
L'itinerario è costruito in modo che, alla partenza per la kora, l'organismo abbia già vissuto una settimana in quota. Lhasa, a 3650 m: due o tre giorni quasi senza carico. Poi Shigatse, i passi sulla strada verso ovest e pernottamenti ognuno un po' più alto del precedente. A Darchen non si arriva come turisti appena atterrati, ma come persone il cui sangue è già cambiato.
La regola è semplice: di giorno la quota si può guadagnare in fretta, ma la quota in cui si dorme deve salire lentamente. La differenza tra la quota del passo e quella del pernottamento conta più dei chilometri percorsi.
Cosa funziona
- Tempo. Nulla sostituisce i giorni vissuti in quota.
- Acqua. Tre o quattro litri al giorno: l'aria secca dell'altopiano disidrata senza farsi notare.
- Ritmo lento. Camminare a una velocità che permetta ancora di parlare.
- Sonno e cibo. Una cena saltata in quota è forza in meno il giorno dopo.
Cosa non funziona
I volumi di corsa nel mese prima della partenza, il «lavoro di resistenza» in palestra, l'alcol «per i vasi sanguigni» e il tentativo di resistere alla prima notte insonne a Lhasa. Nessuno di questi metodi accelera l'acclimatazione, e una parte di essi la rallenta.
Cosa si porta sul percorso
L'ossigeno, i pulsossimetri e il kit medico da alta quota li porta il gruppo, non il singolo partecipante. Il questionario medico prima del viaggio non è una formalità: è da lì che si capisce chi ha bisogno di un colloquio a parte con il medico prima del percorso, e non durante.
L'autorità della guida
La guida può fermare un partecipante e farlo scendere. Sul percorso questo non si discute e non si mette ai voti. La discesa è l'unico rimedio al mal di montagna che funziona sempre; tutto il resto si limita a guadagnare tempo.
Segnali che impongono la discesa immediata: mal di testa che nessuna compressa allevia, vomito, andatura incerta, parola confusa.
Non c'è nulla di eroico nell'arrivare al passo al limite delle forze. La kora non è una gara, e l'unico risultato che conta è tornare a Darchen con le proprie gambe.
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